M5S e Lega devono allearsi.

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M5S e Lega devono allearsi.

Messaggio  Corrispondenti il 09.03.18 20:03

L'Amico G. trasmette questo notevolissimo articolo per riflettere sul significato del voto del 4 Marzo 2018.
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M5S e Lega devono allearsi.
di Piero Laporta

È difficile? Certo. Lo esigono tuttavia la sicurezza  e la sopravvivenza dell’Italia.
Il dibattito politico è polarizzato su immigrazione, leggi matrimoniali, ius soli.
Tali questioni hanno determinato vittorie e sconfitte del 4 Marzo, eppure tuttora sono liquidate come “razzismo” e “populismo” dagli avversari.

Si scoraggiano le nascite, si immettono un milione di allogeni, se ne vogliono altrettanti senza pianificare alcunché, senza alcuna politica di integrazione. Il PIL è abbattuto e la disoccupazione è parossistica dal 1992, da ventisei anni. Non è una crisi, è un dominio. Di chi?

Il 12 marzo 1992, George Soros, amico personale di Paolo Gentiloni, utilizzò la tedesca Deutsche Bank e la banca Goldman Sachs, per distruggere la lira. Il “consigliere in Italia” di Goldman Sachs era Romano Prodi, al quale succedette Mario Monti, quando Prodi scese di lì a poco in politica.

Carlo Azeglio Ciampi, governatore di Bankitalia, invece di portare la parità sul marco da 750 a mille, resistette per sei mesi, bruciando 60mila miliardi di riserve dell’istituto centrale. Molti bene informati scommisero sul marco in quei sei mesi, acquistandolo a 750 lire, vedendolo apprezzare a 1000 lire a settembre; 25 per cento di plusvalore. Giunto l’euro, per acquistarlo occorsero due marchi oppure 1900 lire. Chi aveva i marchi acquistati a 750 lire nell’estate del 1992, ebbe quindi l’Euro a 1500 lire. Un affare a spese di tutti gli italiani, tranne i bene informati. Da  chi furono informati?

Oggi la convertibilità del marco in euro è aperta e lo sarà in perpetuo. Gli speculatori del 1992 possono convertire con discrezione i marchi in euro. I risparmiatori comuni invece non possono convertire le lire in euro.

All’Italia in 26 anni sono stati sottratti non meno di duemila miliardi di liquidità. Nonostante tutto si invoca lo ius soli e si dilapida il patrimonio INPS, elargendo pensioni alle famiglie di immigrati.

Gli italiani in maggioranza hanno capito che è una questione di vita o di morte, reagendo nelle urne.

Rimane tuttavia la domanda per i politici esperti e per gli economisti come Piercarlo Padoan: perché, consapevoli delle conseguenze, avete affrontato una pesante sconfitta elettorale pur di distruggere la nostra economia? Chi sono coloro per i quali vi sacrificate?

È vero “sacrificate” è parola esagerata. Tutte le famiglie dei politicanti di spicco, dagli anni novanta a oggi, hanno accumulato patrimoni d’assoluto rilievo europeo. Solo per fare alcuni esempi, le famiglie Prodi, Napolitano, Ciampi, D’Alema hanno patrimoni cospicui la cui consistenza è largamente consolatoria a fronte d’una batosta politica.

Non di meno la domanda rimane: perché costoro vanno senza esitazione contro gli interessi degli italiani e contro la propria sopravvivenza politica?

La risposta è nei fatti. Francia e Germania tirano le fila della dominazione europea;  Parigi è la pretoriana di Berlino. I loro lacchè disarticolano l’Italia per ottenerne la definitiva sottomissione coloniale della sua industria, della produzione agricola, dello sfruttamento del suolo e del sottosuolo, del turismo, dell’immenso patrimonio culturale

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