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Infezioni da pneumococco. Interpella il tuo medico sulla doppia vaccinazione.

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Infezioni da pneumococco. Interpella il tuo medico sulla doppia vaccinazione. Empty Infezioni da pneumococco. Interpella il tuo medico sulla doppia vaccinazione.

Messaggio  Corrispondenti 20.10.12 2:48

L'Amico G. invia aggiornamenti sulla situazione sanitaria.

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AGGIORNAMENTI E APPROFONDIMENTI
Carissini amici, ecco notizie importanti per te e altri ; leggi sotto tutto.
Quest'anno , dicono sotto, occorre fare la DOPPIA VACCINAZIONE ANCHE IN CONTEMPORANEA. 1) antiinfuenza- 2) antipneumococco e Stafilococco aureus ( vaccino molto efficace e totalmente innocuo) .
Importanti note tecniche e scientifiche :anche il mio medico dice che il vaccino contro i Batteri ( pneumococco ecc.) non presenta problemi e che quindi si può fare in CONTEMPORANEA alla solita vaccinazione annuale antivirus della influenza. Ma siccome so che una volta iniettato un vaccino ( che contiene il virus attenuato e reso innocuo) nell'organismo inizia uno "scombussolamento" ( termine non tecnico, ma che uso per farmi bene comprendere dalle persone che non conoscono bene i problemi riguardo le vaccinazioni, ecc.) in seguito al quale il vaccino innesca la fabbricazione degli anticorpi ( sostanze difensive contro i virus virulenti non attenuati) e che occorrono in media 15 giorni dalla data della iniezione affinchè il vaccino sia divenuto efficace( attivata protezione) , di conseguenza le date più corrette per vaccinarsi ogni anno anti influenza vanno dalla metà di ottobre al massimo fino al 10 di novembre ( tanto più si attende a fare la iniezione della vaccinazione oltre le predette date e tanto più si rischia di essere aggredito dai Virus che arrivano da varie parti del mondo) .
Ora affronto il problema della DOPPIA VACCINAZIONE e mi pongo le seguenti domande: 1) fare in contemporanea le 2 vaccinazioni ? - 2) Fare in tempi diversi le 2 vaccinazioni e, se sì, a che distanza una dall'altra?
Il mio medico di base dice che,siccome i due tipi di vaccini sono del tutto sicuri, lui fa le 2 vaccinazioni in contemporanea. Io invece gli farò fare (per me,mia moglie e mio fratello) in 2 tempi diversi e ritengo fare prima la vaccinazione antiinfluenza, lascio trascorrere circa 15 giorni ( così il mio organismo si è rafforzato contro i Virus) , poi faccio la 2^ vaccinazione anti Batteri . IMORTANTE: entrambe le vaccinazioni devono essere fatte al massimo ENTRO IL 30 NOVEMBRE ( prima è meglio è) perchè l'OMS ( Organizzazione Mondiale della Sanità) dice che i Virus già da verso la fine di novembre sono arrivati e il picco della loro concentazione sarà verso la metà di dicembre.
DUBBIO da mio scrupolo: va bene iniziare la prima vaccinazione con il vaccino antivirus( 1) e dopo 15 giorni fare la vaccinazione con vaccino antibatterico ( 2 )o occorre invertire i tempi delle 2 vaccinazioni? Il mio parere l'ho espresso poco sopra , ma per scrupolo chiedete al vostro medico ( come detto,il mio medico dice che si possono benissimo fare in CONTEMPORANEA ).
ETA' dei pazienti : la vaccinazione n° 1 si fa a tutte le età ; la vaccinazione n° 2 è soprattutto consigliata ai "vecchietti" dai 60-65 anni in su.

Subject: Il Farmacista Online Infezioni da pneumococco. Con influenza aumenta rischio polmoniti nelle età vulnerabili.
Carissimi, invio queste importantissime notizie .Leggi altri messaggi che ho inviato sotto ad amici. Non prendete sottogamba la impellente necessità di fare entro i primi di novembre 2012 la DOPPIA VACCINAZIONE (una contro la influenza e una contro i Batteri pneumococchi ecc.) . Ricordatevi che se oggi fai la iniezione antiinfluenza, ci vogliono 15-20 giorni affinchè il vaccino possa essere efficace . Quindi vaccinarsi IL PRIMA POSSIBILE :l'epoca giusta sarebbe dal 15 ottobre fino al massimo il 10 novembre. tanto piu' ritardi e tanti piu' rischi di essere aggredito dal Virus( e subito dopo dai Batteri Pneumococchi e Stafilococchi CHE si insediano nelle ferite provocate dai Virus) .Se tu ti vaccini oggi e il vVirus ti aggredisce PRIMA DEI 15 GIORNI TRASCORSI DOPO LA INIEZIONE ti becchi la pericolosa influenza . La persona che non sa dei 15 giorni dice: " Come : mi sono vaccinato e la influenza mi ha egualmente colpito : allora il vaccino non vale nulla!". Invece il vaccino è efficacissimo: SEI TU CHE HAI SBAGLIATO E HAI TARDATO TROPPO A VACCINARTI E SEI RIMASTO CONTAGIATO DAI VIRUS PERCHE' NON ERANO TRASCORSI 15 GIORNI DALLA DATA DELLA INIEZIONE.Un caro saluto da G.

Subject: Il Farmacista Online Infezioni da pneumococco. Con influenza aumenta rischio polmoniti nelle età vulnerabili.
Leggi e convinciti che quest'anno occorre il DOPPIO VACCINO ( il mio bravo medico me lo farà entro ottobre: idem a mia moglie e idem a mio fratello), soprattutto per le persone oltre i 60 anni. Il Vaccino anti pneumococco è innocuo e si fa ogni 3-4 anni ( e NON una sola volta nella vita come dice il sottostante scritto scientifico) .


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Subject: Il Farmacista Online Infezioni da pneumococco. Con influenza aumenta rischio polmoniti nelle età vulnerabili.htm


Tra il 15 ottobre e il 10 novembre . dobbiamo tutti vaccinarci. Parlane con il tuo medico. Quest'anno ci sono in arrivo 3 pericolosi virus della influenza ( H1N1- H3N2- un mutante sigla 6) . Inoltre ci sono i Batteri pericolosissimi, che si insediano sulle ferite causate dai virus e causano polmoniti anche mortali. Se non si fanno i due vaccini ( anche in contemporanea dice il mio medico : entro i primi di novembre: ci vogliono 15 giorni affinchè un vaccino diventi attivo). I batteri ( pneumococco ecc.) ci sono già e ATTENDONO L'AZIONE DEI VIRUS PER POTERE ENTRARE NELLE FERITE DA LORO PROVOCATE. Affettuosi saluti da G. de B.

EDIZIONI HEALTH COMMUNICATION
Quotidiano della Federazione Ordini Farmacisti Italiani
Venerdì 12 OTTOBRE 2012

Infezioni da pneumococco. Con influenza aumenta rischio polmoniti nelle età vulnerabili
Il 10% degli over 65 presenta questo genere di complicanza influenzale. Per questo gli esperti consigliano la somministrazione combinata del vaccino influenzale e pneumococcico. Dati raccolti su 1.160 persone hanno dimostrato che i due vaccini non interferiscono e sono sicuri.
09 OTT - Il virus dell’influenza può aprire la strada alle polmoniti da pneumococco? La risposta è sì. Gli anziani e le persone affette da patologie croniche sono i più suscettibili a complicanze non tanto a causa della semplice influenza, quanto perché intervengono infezioni batteriche secondarie. Proteggersi dai rischi dello pneumococco è oggi possibile, grazie alla disponibilità di un vaccino coniugato, adatto anche alle persone che hanno le difese immunitarie “arrugginite” dall’età e da altre patologie poiché in grado di stimolare una maggiore quantità di anticorpi protettivi.

“Ogni momento è buono per un soggetto fragile per essere vaccinato, poiché la vaccinazione anti-pneumococcica non presenta una stagionalità - ha affermato Fabrizio Pregliasco, ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Milano - tuttavia, si può approfittare della campagna di vaccinazione anti-influenzale per effettuare anche il vaccino pneumococcico, quando le persone anziane e affette da malattie croniche sono già sensibilizzate alla prevenzione”.

Uno studio pubblicato su Vaccine nel 2011, che ha coinvolto 1.160 pazienti con l’obiettivo di valutare la sicurezza e l’efficacia della co-somministrazione, ha confermato, infatti, che le due vaccinazioni possono essere somministrate nella stessa occasione, su braccia diverse, senza rischi di interferenze o di una riduzione della protezione. Il vantaggio è che diversamente dalla vaccinazione anti-influenzale, che va ripetuta annualmente, il vaccino pneumococcico si somministra un’unica volta.

Lo pneumococco è un batterio presente nel cavo naso-faringeo di tutti noi e che, in condizioni di maggiore vulnerabilità, diventa causa di polmoniti anche gravi e setticemie.
“Quando interviene un’infezione virale, si altera tale situazione di equilibrio tra ospite e batterio e la lesione a carico dell’albero respiratorio induce la penetrazione dei batteri – ha spiegato Francesco Blasi, professore di Medicina Respiratoria dell’Università degli Studi di Milano – in particolare, l’influenza è associata allo Streptococcus Pneumoniae e lo Staphylococcus Aureus. Ciò è noto sin dalla pandemia spagnola dei primi del ‘900 ed è stato confermato anche nell’ultima pandemia influenzale di pochi anni fa, in cui gran parte delle infezioni gravi era legata alle infezioni batteriche”.

L’infezione da pneumococco colpisce prevalentemente i bambini fino a 2 anni e, negli adulti, vede l’incidenza salire dopo i 50 anni e raggiungere il suo picco dopo i 65. In questa fascia d’età, in particolare, è responsabile sino al 40% di tutti i casi di polmonite. In soggetti con oltre 50 anni in cui sono presenti ulteriori fattori predisponenti, come malattie croniche cardiovascolari e respiratorie (bronchiti croniche o asma), si va incontro più facilmente a infezioni profonde. Inoltre, in questi casi il rischio di sfociare nella cosiddetta setticemia è ovviamente più alto.

“L’influenza facilita la penetrazione della polmonite e le sovra-infezioni. Esistono delle casistiche in cui il 10% circa degli ultra 65enni presenta delle complicanze infettive dell’influenza - ha aggiunto Pregliasco - le polmoniti negli anziani hanno però lo svantaggio di essere subdole, senza l’evidenza di malattia che si riscontra nell’adulto. Questo ha come conseguenza il fatto che, spesso – ha concluso - non si percepisca l’importanza della vaccinazione, anche se negli over 65 la malattia può far precipitare le condizioni di salute cardiache e respiratorie”.

Per fornire maggiori informazioni sui rischi dello pneumococco è on-line il sito infopneumococco, uno vero e proprio spazio dedicato alle infezioni da pneumococco e agli strumenti per proteggersi.

“Siamo lieti di offrire il nostro supporto e patrocinio a questa importante campagna di sensibilizzazione che vede in primo piano il riconoscimento e la valorizzazione della prevenzione – ha dichiarato Giuseppe Di Maria, Presidente della Società Italiana di Medicina Respiratoria – la vaccinazione è importante per evitare le polmoniti da pneumococco e le riacutizzazioni delle patologie respiratorie croniche e per ridurre l’ospedalizzazione e la mortalità per cause respiratorie”.
09 ottobre 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA





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